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Quando si parla di pesca alla trota in lago non dobbiamo scordarci che: qualsiasi sia la tecnica di recupero o la lenza adottata è di fondamentale importanza basarsi sempre comunque sul principio fondamentale di rotazione dell'esca che serve a stimolare l’istinto predatorio delle trote. L'innesco riveste quindi un'importanza fondamentale per un'azione di pesca adeguata e vincente. L'esca deve sempre ruotare durante tutta l'azione di pesca, a partire dal momento in cui cade in acqua fino all'ultimo giro di manovella durante il recupero. Sia che si tratti di un innesco singolo, che di un doppio innesco ed indipendentemente che esso sia effettuato utilizzando esche naturali o siliconiche dobbiamo prestare la massima attenzione e cura nella fase di innesco. In tutte queste tecniche è previsto il movimento più o meno continuativo dell’esca. La trota per cacciare adopera la vista e l’udito ed è capace di leggere come un sonar le vibrazioni che si propagano sott’acqua; lo striscio sfrutta questa caratteristica con un’esca che ruotando produce vibrazioni; l’innesco và infatti effettuato con la massima cura per assicurare una perfetta. In questa puntata di Lake Trout Academy 3 vedremo come realizzare 7 inneschi differenti utilizzando sia esche naturali (camola del miele e lombrico) che esche siliconiche della linea Trabucco Yummy bait e Slurp!

Buona visione.

 https://youtu.be/FW_oSQq2R_8

Siamo in autunno, ci troviamo al Lago Venere di Livraga (LO), scopriamo assieme come capire dove posizionarci sulle sponde del lago e come affrontare al meglio la nostra battuta di pesca. In questo video affronteremo molti altri argomenti e vedremo assieme ad esempio come imbobinare correttamente un mulinello da pesca. Non poteva mancare l'introduzione di novità riguardanti il mondo della pesca sportiva come ad esempio il nuovissimo mulinello Trabucco Xplore MTC al quale è già stato dedicato un articolo sul blog di macinator che potete trovare QUI. Come di consueto le catture non sono affatto mancate ed il Lago Venere i è dimostrato, ancora una volta all'altezza delle aspettative.

Buona visione.

 

 

Ancora canne piegate per Daniele Bonetti: Il top Angler Trabucco è pronto a svelarci tutti i segreti della PESCA alla TROTA in acqua torbida! Non fatevi sfuggire questo episodio ricco di trucchetti e spunti per ottenere catture sempre al top… anche in acqua “sporca”! In questo episodio di LAKE TROUT Academy ci troviamo a Canneto Sotto (PC), nello specifico pescheremo nei ‘’Laghi di Tuna’’. La torbidità delle acque di questi laghi costringerà Daniele a mettere in campo un’azione di PESCA INSOLITA: la scelta delle attrezzature sarà orientata verso canne specifiche armate con bombarde ‘’sgrammate’’, maracas e galleggianti ideati per questa disciplina. L’esca scelta sarà la classica camola, innescata in modo da roteare durante il recupero. Daniele ci illustrerà tutti gli accorgimenti da adottare per trasformare la pescata in una vera e propria raffica di… STRIKES (anche in una condizione di scarsa limpidità delle acque)! Il top angler Trabucco ci racconterà l’importanza degli ‘’stop and go’’ durante i recuperi con galleggiante, ci indicherà come sfruttarli al meglio e dirà il motivo per il quale si mettono in atto. Come sempre verremo consigliati sugli attrezzi da scegliere per essere al TOP...anche con acqua sporca! 

Buona visione.

https://youtu.be/Jsbby_9qe8A?si=4FalED3ayaK4Mj9Z

 

Non lasciate che l’inverno fermi le vostre battute di pesca alla trota: in questo video troverete mille e più trucchi per raggirare anche il salmonide più apatico ed indolente! Maracas o vetrino? Ferrare subito o attendere? Mettetevi comodi e scopritelo insieme a noi! É inverno, la temperatura tocca i 4°C, e una fitta nebbia lascia filtrare ben poca luce. In queste condizioni ‘’al limite’’, le trote sono spesso molto difficili da pescare, poiché il loro metabolismo è più lento, e la voglia di cacciare si riduce drasticamente. Daniele “Macinator” Bonetti, in compagnia di Giovanni Trespidi, ci portano presso il bellissimo complesso dei laghi LA NINFA (RE). I due Anglers ci illustreranno alcuni approcci differenti, intraprendendo una piccola sfida amichevole che avrà l’obiettivo di mostrarci se la tecnica con “maracas” avrà la meglio su quella a “vetrino”. Daniele che ci spiegherà come comportarsi quando la trota mangia con difficoltà, o quando pare attratta maggiormente dalla turbolenza della maracas e non dall’esca. Non mancheranno preziosi tutorial sull’innesco di soft baits siliconiche, suggerimenti su come scegliere le attrezzature in base al contesto piscatorio e molto, molto altro!

Buona visione.

https://youtu.be/5iTqkOFIL60?si=xqxxEFL9K_ONfyxa

 

Durante i mesi più caldi dell'anno, le trote, che non sopportano acque calde e carenti di ossigeno, si spingono in profondità alla ricerca di acqua fresca ed ossigenata. Siamo quindi consapevoli del fatto che, in laghi grandi e profondi, durante l’estate, dovremo pescare con una lenza a bombarda, recuperata a profondità indicative di circa 15 metri mantenendo l’esca all’interno della “corsia di navigazione”. L’elevata profondità alla quale dovremo pescare unita alla non indifferente velocità di affondamento delle bombarde che dovremo utilizzare ed al fatto che, purtroppo, non avremo modo di appurare con certezza se staremo effettuando un recupero in corsia sono tutti fattori che fanno della pesca estiva una pesca di “precisione”. Non mi stancherò mai di ripetere infatti che, durante la pesca estiva, è estremamente importante mantenere sempre altissima la concentrazione e prestare molta attenzione sia ai giri del mulinello che a tutti i movimenti in modo da rendere l’azione di pesca: metodica e precisa. Precisi dovranno infatti essere i nostri lanci, precisi dovremo essere noi nei nostri movimenti ed altrettanto preciso dovrà essere il conteggio dei secondi di affondamento della bombarda ad ogni lancio. Sarà infatti sufficiente un piccolo errore di conteggio, piuttosto che una breve distrazione, per far si che la bombarda e di conseguenza l’esca, raggiungano una profondità differente da quella a cui stazionano le trote per incorrere così in un’inevitabile “passata a vuoto”. Come possiamo ottenere la massima precisione di conteggio? Semplicemente con l’ausilio di un orologio o meglio di un  cronometro. A differenza infatti di tutte le altre stagioni in cui i secondi di affondamento si contano poco più che sulle dita di una mano, durante la pesca estiva, i conteggi da effettuare superano a volte anche i 30 secondi. E’ quindi facilmente intuibile che effettuando, a mente, un conteggio così “lungo” e ripetendolo, lancio dopo lancio, per l’intera sessione di pesca induce inevitabilmente in errore o comunque porta ad ottenere una precisione approssimativa. Con l’ausilio invece di un semplice cronometro sarà sufficiente avviare il conteggio subito dopo che la bombarda abbia impattato la superficie dell’acqua ed attendere che il cronometro mostri sul display la cifra desiderata per iniziare quindi il recupero. In questo modo saremo sicuri che, lancio dopo lancio, la nostra bombarda raggiungerà sempre la stessa profondità. Ovviamente sarà necessario abbinare la precisione del cronometro ad altrettanta precisione delle nostre azioni avendo cura, ad ogni lancio, di azionare il conteggio sempre nello steso istante e non con qualche secondo di anticipo o di ritardo rispetto all’istante in cui la bombarda cadrà in acqua. Allo stesso modo, anche il recupero dovrà iniziare nell’esatto momento in cui il cronometro mostrerà il conteggio desiderato, ne prima, ne dopo a garanzia di un recupero in perfetta corsia. In questo video, girato presso il laghetto: "Il Cigno" di Borgosatollo (BS) effettueremo proprio una pesca a bombarda in profondità. Buona visione.

 

 

Concentrandosi sulla pesca a corta distanza si sceglierà una lenza a piombino, prediligendo uno “slim” (2-4gr): un piombo dalla forma allungata che affonderà più lentamente rispetto ad uno “Short”: piombo dalla forma tozza; per effettuare un recupero molto veloce a pelo d’acqua ed in presenza quindi di trote particolarmente voraci e “veloci”. Se le trote faticheranno ad inseguire esche recuperate troppo velocemente, o se si riceveranno parecchi “rifiuti” in fase di abboccata, sarà necessario “ammorbidire” la lenza e diminuire la velocità di recupero e si passerà quindi ad una lenza a catenella di styls o di sonar ” (2-3gr). Se ciò non sarà sufficiente si sceglierà una lenza a vetrino (2-5gr), la quale differisce da una a piombino semplicemente per la zavorra utilizzata, che in questo caso è costituita da vetro che, grazie al suo lento affondamento in acqua, consente di adoperare un recupero più moderato dell’esca allo scopo di stimolare anche le trote più svogliate. Indipendentemente dal tipo di lenza utilizzata, nel caso in cui ci si trovi dinnanzi ad una situazione di trote particolarmente “apatiche”, si procederà allungando lo spezzone terminale e riducendo il diametro del filo utilizzato, anche fino allo 0.12, allo scopo di ottenere una presentazione sempre più naturale dell’esca. Altro fattore da considerare in caso di scarse abboccate, riguarda l’innesco che, oltre a dover essere eseguito a regola d’arte, in modo da garantire un’ottima rotazione, può essere variato sia nella dimensione che nel colore che per quanto riguarda il tipo di esca fino a trovare quale sia il più redditizio per ogni situazione. In questo video, girato presso i Laghi Cronovilla a Traversetolo (PR) effettueremo una pesca a corta distanza con lenze a piombino ed a vetrino e varieremo diverse tipologie di innesco. Buona visione.

 

Tremarella: lo strano nome di questo recupero bene illustra il movimento della canna, che deve, appunto, tremolare incessantemente, con lo scopo di far avanzare a scatti velocissimi l'esca. La tremarella si effettua sia con lenze a piombino, che a catenella che a vetrino. La forma e il peso specifico della zavorra influenzano il comportamento dell’esca sott’acqua. Il recupero si effettua con la sola canna, mentre questa si sposta bisogna far vibrare il vettino e tra un recupero e l’altro il filo in eccesso và recuperato con il mulinello. L’intensità delle vibrazioni e la velocità di spostamento della canna variano a secondo della distanza di lancio e della profondità di pesca. In presenza di trote "lente" che stazionano nei pressi del fondo, è necessario praticare una pesca molto lenta ed attenta ed i nostri movimenti dovranno essere il più possibile in simbiosi con quelli delle trote. Si dovrà quindi effettuare un recupero molto lento dell’esca, per far si che essa non si sollevi troppo dal fondo ed in modo che essa stazioni il più possibile vicino alle trote, invogliando così il loro appetito. Durante la fase di abboccata che vista la scarsissima voracità delle trote, in molti casi, potrebbe risultare quasi impercettibile è necessario arrestare completamente il recupero prestando molta attenzione alla cima della canna, per poter percepire ogni minima tocca e stabilire quindi l’esatto momento in cui ferrare che sarà determinato da una partenza più decisa. In questo filmato, girato al Lago Verde di Piacenza, effettueremo una tremarella molto lenta allo scopo di mantenere l'esca nei pressi del fondo laddove stazionano trote piuttosto "lente" ed indolenti, buona visione.


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