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Come maneggiare slamare e rilasciare correttamente il luccio

Perché dobbiamo rilasciare il luccio?

Il luccio va rilasciato perché questo fantastico predatore sta scomparendo. Soffre l'inquinamento, soffre le reti dei pescatori di professione, soffre la crudeltà dei bracconieri, soffre i cosiddetti: “padellari”; ovvero coloro che non rilasciano nulla. In Italia ne sono rimasti pochi e soltanto in pochissimi ambienti. Quello che un tempo era al vertice della catena alimentare, è ormai diventato solo una cattura occasionale. Partiamo da un dato di fatto: per avere la certezza di non arrecare alcun, seppur minimo, danno ai pesci dovremmo evitare di andare a pesca. Nella pratica del Catch and Release (C&R), il nostro obiettivo sarà quindi quello di rilasciare i pesci catturati adottando tutte le accortezze nell’ obbiettivo di arrecare loro il minor danno possibile permettendone la successiva sopravvivenza.

Slamare velocemente un luccio, fare una bella foto e rimetterlo in acqua in perfette condizioni di salute per guardarlo ripartire verso gli abissi non è cosa facile, soprattutto per i meno esperti; in particolare quando si è sopraffatti dall'emozione. I problemi e gli imprevisti che possono capitare sono molti. Bisogna vedersela con le ancorette che armano i nostri artificiali, bisogna maneggiare il pesce senza fargli male stando inoltre attenti a non tagliarci una mano con la moltitudine dei suoi affilatissimi denti. È importantissimo avere con se: un guadino, che deve essere dotato di rete gommata e di dimensioni generose (come ad esempio il modello Rapture Aggressor nets) delle pinze a becchi lunghi (dai 30cm n su) ed un tronchese per essere pronti nell’eventualità in cui serva tagliare un’ancoretta.

 

Un guadino capiente è indispensabile per due motivi: consente di guadinare facilmente pesci che possono superare il metro di lunghezza e ci permette, spesso, di poter mantenere il pesce in acqua per farlo riposare e riossigenare prima e dopo le operazioni di slamatura. Non dimentichiamoci che il luccio è un pesce molto delicato che risente moltissimo degli sbalzi termici e batimetrici. Specie nella calda stagione, può essere sufficiente tenerlo anche soltanto un minuto fuori dall’acqua per arrecargli danni permanenti. Se siamo così bravi e fortunati ad allamarne uno è fondamentale che il "combattimento" con il luccio duri poco, in modo da limitare al massimo lo stress. Il mio consiglio è quello di sovradimensionare sempre l’attrezzatura: canne potenti e trecciati robusti saranno utili al nostro scopo. Anche l’impiego di esche molto voluminose ci semplificherà enormemente la vita quando andremo a slamare il nostro luccio ed eviteranno di essere ingoiate con il rischio di conficcarsi in profondità all'interno della grande bocca del pesce.

Abbiamo un Luccio nel guadino, cosa facciamo?

Se l'esca è ben visibile conviene mantenere il luccio in acqua, se ci è possibile. Se il Luccio non si agita e l'ancoretta è in punta di bocca, possiamo slamare anche senza toccare il pesce, lavorando solo con le pinze. Se non riusciamo a vedere la nostra esca e dalla bocca del pesce fuoriesce soltanto il cavetto, dobbiamo aprire la bocca del pesce mediante una presa opercolare. Prima di farlo dobbiamo però di capire come sono posizionate le ancorette all'interno della bocca del pesce in maniera da evitare di bucarci le dita, durante la presa. Se l’ancoretta è conficcata a sinistra opercoleremo sulla guancia destra, e viceversa. Nel caso in cui l'esca fosse stata inghiottita ma le ancorette sono in una posizione "facile" proveremo a slamare in acqua, dentro al guadino, con il Pike parzialmente immerso, solo la testa fuori dall'acqua. Lavoreremo solo con le pinze o, in caso di difficoltà, taglieremo con un tronchese la punta (o le punte) dell'ancoretta bloccata, rilasciando subito dopo il luccio all'interno del guadino. Nel caso in cui, il pike ha inghiottito l'esca e le ancorette sono conficcate in punti critici (branchie, palato, gola) occorre fare un'operazione chirurgica fuori dall'acqua. Dobbiamo stare calmi e comodi, opercoleremo il pike in barca oppure sdraiato su un materassino precedentemente bagnato. Con il pike sdraiato su un fianco apriremo la bocca (per aiutarci, possiamo utilizzare un apribocca specifico) e decideremo molto rapidamente la strategia di slamatura. Entreremo con le pinze e slameremo, alla prima difficoltà tronchesi e tagliamo, rapidi e decisi. Questa operazione va effettuata con le mani bagnate o con guanti in neoprene anch'essi bagnati. Una volta slamato rimetteremo immediatamente la nostra preda nel guadino. Il nostro pike si sta riprendendo in acqua, controlliamo se è in perfetto assetto, se muove bene le pinne e prepariamo tutto per la foto. Prendiamocela comoda, quando siamo pronti riprendiamo il luccio dal guadino e molto rapidamente ci mettiamo in posa, qualche scatto veloce e via di nuovo in acqua, questa volta fuori dal guadino! Durante la foto il Luccio va tenuto sempre con 2 mani: con una facciamo l'opercolare (conviene forzare un po’ l'apertura della bocca durante la presa opercolare, il pesce starà più fermo) e con l'altra lo sorreggiamo in prossimità della pinna anale. Evitare di tenere il luccio in quanto, in particolar modo su pesci molto pesanti, può provocare lo stiramento delle vertebre con possibili conseguenze negative sulla struttura scheletrica dell'animale. In questo caso il luccio potrebbe ripartire apparentemente bene, ma morire o restare semi-paralizzato in un secondo tempo. Anche la presa sotto al collo (a strozzo), seppur con il pesce in orizzontale, può essere dannosa e deve essere effettuata con molta delicatezza. Stringendo troppo rischiamo una pericolosa compressione sugli organi interni, che potrebbe provocare dei danni irreparabili al pesce. Anche in questo caso si potrebbe avere l'impressione che il pesce riparta in perfetta salute, in quanto gli ipotetici danni potrebbero provocare conseguenze non immediate. Il modo più corretto di prendere un luccio è mediante la famosa "presa opercolare". Questa presa è la più sicura sia per il pesce che per il pescatore ed è abbastanza semplice da imparare. Assolutamente da EVITARE l’utilizzo del Boga Grip in quanto potrebbe provocare gravi e permanenti lesioni all'apparato boccale (nello specifico alla cartilagine) del pesce condannandolo a morte certa.

 

 

Il rilascio...

Sempre con la presa opercolare, adagiamo il Pike in acqua, lo teniamo poi per la coda impugnando saldamente il corpo nel suo punto più stretto, immediatamente prima della pinna caudale. Se il pesce appare ancora un po' intontito a causa dell'apnea forzata e dello stress al quale lo abbiamo sottoposto, non lo lasceremo andare subito, lo terremo saldamente e aiuteremo la sua riossigenazione muovendolo avanti e indietro, poi alterneremo il movimento avanti/indietro con quello della "S", che consiste nel muovere il pike lateralmente (sempre tenendolo per la coda) disegnando un 8 con la mano, in modo da creare la forma della lettera S con il corpo del Pike. Questo movimento a "S" è fondamentale, in quanto è proprio durante questa fase che il Luccio ci segnalerà che si è ripreso e che è pronto per ricominciare a nuotare libero. Durante la "S" il corpo del Luccio pian piano riacquista le forze, questo movimento gli dà lo stimolo a nuotare in quanto simula la sua pinnata. Prima di lasciarlo andare assicuratevi che mantenga l'equilibrio e che non si rivolti su di un fianco, osservate se muove le pinne ventrali che servono a mantenerlo in equilibrio e sentite voi stessi se il pesce ha la forza necessaria per andarsene. Il segnale per rilasciarlo sarà quando il pesce, in perfetto assetto verticale, inizierà a riattivare i suoi muscoli e a "forzare" sul nostro movimento, come se la "S" volesse farla da solo, senza il nostro aiuto. Questa operazione può richiedere da pochi secondi ad alcuni minuti; se il Luccio è sofferente occorre molta pazienza. L'ossigenazione del pesce non è detto che sia sempre necessaria, se i tempi di riemissione del pesce sono molto brevi e l'acqua è ben fresca e ossigenata il pesce molto probabilmente non vi darà il tempo di fare niente e appena sentirà di essere in acqua vi darà una bella lavata.


Domenica 8 maggio noi Macinator: Bonez e Pordo abbiamo partecipato ad una gara a coppie a Quinzano d’Oglio (BS) organizzata dalla società il Cefalo! Si tratta di un laghetto rettangolare piuttosto piccolo che può contenere al massimo 40 concorrenti che pescano contemporaneamente. Per l’occasione sono state immesse 2 quintali di trote che come spesso capita in questo campo di gara, gran parte si sono concentrate  in una zona del lago dove vi è una piccola cascata provocata dall’acqua di un canalino adiacente che alimenta il lago. Le 20 coppie partecipanti, sono state suddivise in 4

  Il luccio: predatore per eccellenza di acqua dolce. Caratterizzato da una bocca particolarmente pronunciata con un “becco” a papera dotato di denti estremamente affilati. Ama sostare al riparo attorno a qualsiasi tipo di vegetazione acquatica in attesa della sua preda nei confronti della quale tende agguati rapidi e violenti. Si nutre di altri pesci, a volte anche di dimensioni simili a se stesso. Può raggiungere delle taglie da capogiro ed innescare duelli molto avvincenti nonché attaccare l’esca con incredibile forza e, non sono rari, anche salti fuori dal pelo dell’acqua. La tecnica di pesca

Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2011, si è disputato, nel magnifico lago di Martinengo (BG), il campionato Italiano Promozionale Individuale di pesca alla trota in lago a cui 100 concorrenti, provenienti da tutte le parti d’Italia, hanno partecipato. La competizione è stata suddivisa in 2 prove: la prima svoltasi sabato pomeriggio a partire dalle ore 13:30 e la seconda svoltasi invece domenica mattina a partire dalle ore 8:30 ed in entrambe i casi sono state immesse 300Kg di trotelle. Giunti sul posto, sabato verso le ore 11 abbiamo subito dato uno sguardo al lago,

Venerdì 16 Marzo 2012, io (Bonez) e Pordo abbiamo deciso di fare una pescatina pomeridiana e, considerato che avevamo in programma di fare qualche piccolo acquisto dal nostro amico Brandazza di Gragnano, abbiamo deciso di recarci a testare i laghi di Tuna. Questo bel complesso sito a Tuna di Gazzola (PC) è costituito da 3 differenti laghi, ma solamente in uno dei tre si effettua pesca sportiva alla trota; ossia in quello situato sotto la gradinata che si trova immediatamente fuori dal bar. Si tratta di un lago, con un’acqua non particolarmente limpida,  profondo al

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