Come pescare l'aspio a spinning. Consigli esche attrezzatura

Come pescare l'aspio a spinning. Consigli esche attrezzatura

L’aspio: un predatore dalla costituzione massiccia appartenente alla famiglia dei ciprinidi. Originario dell’est Europa dagli ultimi anni del XX secolo è entrato a far parte anche del nostro ecosistema nei fiumi e laghi del centro-nord Italia. Il suo habitat naturale è quello dei grandi fiumi di pianura con acqua a corrente veloce o moderata, ricchi di piccoli ciprinidi che costituiscono le sue prede predilette. L’aspio è un perfetto “game fish”: piuttosto resistente agli stress della pesca, abbocca con violenza e raggiunge taglie molto interessanti. Frequentemente tra i cinquanta ed i settanta centimetri può raggiungere il peso di 9-10 kg per circa un metro di lunghezza; tuttavia la media degli adulti è, oggi, di circa 3 kg. Sono proprio gli esemplari più grandi ad essere i più scaltri e selettivi sulle nostre presentazioni. La caratteristica che lo contraddistingue è, senza dubbio, il suo attacco fulmineo da cui ha origine il suo soprannome di: “freccia d’argento. Vediamo quindi quali sono gli spots, le attrezzature e gli approcci più adatti per insidiarlo.

 

DOVE E QUANDO CERCARE L’ASPIO

L’aspio, tipicamente, ama le acque veloci e correnti. Gli spot da prendere in considerazione sono i tratti del corso d’acqua che presentano turbolenze, sia naturali (salti d’acqua, raschi, correntine ecc) che artificiali (chiuse, dighe, sbarramenti e manufatti di vario genere) e tagli d’acqua tra corrente ed acqua ferma. Altre zone interessanti sono sicuramente le confluenze con altri canali o le massicciate che compongono le sponde dei fiumi. Il tutto senza tralasciare le zone di vegetazione sommersa o semi sommersa che creano riparo. Tipicamente, il mattino è ottimo sino ad una certa ora, appena il sole è alto e scalda le difficoltà di cattura aumentano. Anche al tramonto, aiutati dalla luce bassa, si hanno spesso ottimi risultati. Specie nelle stagioni più calde pescheremo perlopiù a galla, con lipless, cranck e metaljig ed ondulanti.  In questi mesi i pesci cominciano a lasciare il fondale per dirigersi nelle zone di caccia, che possono essere le prismate, quindi sponde artificiali formate da blocchi di pietra naturale o cemento (fonte di rifugio per la minutaglia). Durante il periodo autunnale/invernale questo pesce tende ad imbrancarsi in zone del fiume più profonde, magari sfruttando la protezione offerta da ostacoli che rallentano la velocità dell’acqua; pertanto potrebbe capitare di effettuare delle vere e proprie pescate “esagerate”.

 

CANNA - MULINELLO  - FILO

Da casting o da spinning, a seconda del gusto personale, la canna per la pesca dell’aspio deve avere un’azione moderata ed un fusto potente in grado di reggere il peso di grosse prede, violentissime in fase di ferrata, e per non strappare l’esca quando il pesce la attacca violentemente. Sostanzialmente l’approccio è sempre medio, data anche la taglia delle prede tipiche dell’aspio che caccia per lo più su piccola minutaglia. Di conseguenza, tipicamente, sceglieremo una canna avente un casting massimo di circa 30-40gr sia che si tratti di dover gestire: minnow, lipless, rotanti e ondulanti, che esche rigide di superficie quali i classici WTD e popper. E‘ molto importante avere un’attrezzatura che garantisca lanci a lunga distanza, dobbiamo far passare le nostre esche vicino alle strike zone altrimenti rischiamo di non avere attacchi. Un mio conisglio è ad esempio una Rapture Flit Master 702M la quale gode di ottima lanciabilità e gran riserva di potenza. Perfetta azione moderate per gestire questi artificiali pur mantenendo una gran schiena per forzare il combattimento. Un mulinello dall’ampia bobina sarà il miglio alleato al fine di ottenere lanci a lunga distanza. Scegliendone uno troppo pesante rischieremmo di affaticare le nostre braccia dopo ore di pesca. Importante avere a disposizione: ottima fluidità di recupero, affidabilità ed una frizione precisa; tutto ciò si riassume nel mio consiglio: Trabucco Zero FA 4500. Ovviamente anche la scelta della lenza da caricare in bobina dovrà tener conto del fatto che: all’occorrenza, dovrà consentirci di raggiungere distanze considerevoli senza pregiudicarne la tenuta, messa a dura prova specie durante la fase di attacco. Ecco perché la scelta di un buon trecciato, liscio e “rotondo” da circa 20-30 lb, come ad esempio il Trabucco SLK X8, ritengo sia la più adeguata. Indispensabile utilizzare uno spezzone terminale in fluorocarbon 100% da cica 30mm come l’OTTIMO Trabucco XPS Ultra Strong FC403.

 

ARTIFICIALI

Come caccia? Con quali esche possiamo indurlo in errore? Le hard baits la fanno da padrona, sostanzialmente: minnow, lipless crank e jerkbait come ad esempio i Rapture Amber Jack, Hiroshi minnow, Sniper Max Vibe, ecc. Anche la pesca topwater è sicuramente fruttuosa nonché la più spettacolare anche se tipicamente più limitata alle stagioni più calde, quanto il pesce staziona più vicino alla superficie, ed in spot più tranquilli come le anse o l’immediato sotto riva dove la corrente è più calma. Popper e wtd non troppo invasivi rappresentano le soluzioni più tipiche ma facciamo attenzione a non creare troppo “rumore” in superficie in quanto, a volte, può creare l’effetto opposto rispetto a quello desiderato. Quando le distanze da raggiungere diventano importanti si rivela utile ricorrere ad esche compatte e pesanti che godono di una particolare lanciabilità come ad esempio: long jerk, stick o lipless compatti come ad esempio: Rapture Dexter, Bow Dancer o Thoki. Anche le classiche esche metalliche: rotanti ed ondulanti hanno il loro perché ed opportunamente calibrate nella loro dimensione possono dare risultati anche con pesci di taglia. Per quanto riguarda la scelta dei colori il consiglio è quello di optare per livree più imitative possibili a quello che è il foraggio abituale dell’aspio. Un classico argento e nero è sempre valido, così come le tonalità del bianco, verde e marrone. Colorazioni olografiche consentono all’esca di essere individuata dal pesce anche in condizioni di scarsa luce.

 

L’AZIONE DI PESCA

L’aspio è un predatore estremamente selettivo, sarà molto facile assistere a numerosi inseguimenti a vuoto o addirittura ricevere anche diverse testate sull’artificiale. È quindi fondamentale capire qual è l’approccio migliore per ogni determinata situazione. Solo l’esperienza ed una buona conoscenza di questo predatore ci permetteranno di aver la meglio su questo scaltro ciprinide. Non abbiate paura nell’adottare recuperi veloci in quanto nessun pesce che popola i fiumi può raggiungere la velocità di cacciata dell’aspio. A causa della velocità con cui andremo a recuperare le nostre esche, capiterà frequentemente di assistere ad attacchi da cardiopalma che andranno a finire a vuoto.

 

CERCHIAMO IL BIG

La ricerca dell’aspio over 80 non è affatto una cosa semplice. Si tratta di un esemplare adulto, che ha maturato esperienza e che limita quindi i rischi al minimo. Per cercare il pesce grosso, per prima cosa dobbiamo capire dove possiamo trovarlo. I grossi aspi sono spesso solitari ed hanno delle zone ben precise in cui cacciano senza prendersi troppi rischi. Un pesce grosso è abbastanza abitudinario ed una volta trovata la sua zona di caccia abbiamo già fatto gran parte del lavoro. Chiuse, alberi o tronchi sommersi, sponde con fondale, giri d’acqua ricchi di cibo sono alcuni dei potenziali “hot” spot. L’Aspio di taglia è un predatore che ama cacciare durante i cambi di luce, l’albeggio ed il tramonto sono periodi fantastici, i grossi capi entrano in caccia e se, in questi momenti, “battiamo” le zone dove stazionano le possibilità di strike aumentano. Trovarsi nel posto giusto al momento giusto non è però così semplice e non saremo sempre così fortunati. Proprio per questo se vogliamo potenzialmente aumentare le nostre possibilità di cattura del pesce “over” dobbiamo metterlo sotto pressione. Come? Possiamo farlo aumentando le dimensioni della nostra esca scegliendo ad esempio un long jerk i quali riescono, spesso, ad inferocire pesci stazionari e senza appetito.  L’Aspio over, sentendosi in diritto di proteggere la propria zona di competenza, attacca il nostro grosso artificiale cercando di allontanarlo e rimanendo lui stesso vittima del suo istinto protettivo.

 

 

 

SUGGERIMENTI E CONSIGLI 

  • Iniziate battendo tanta acqua alla ricerca dei pesci e, qualora riuscirete ad intercettarli, sostate nel tratto.
  • Fondamentale, tenere gli occhi aperti e scrutare con attenzione la superficie dell'acqua alla ricerca di eventuali “cacciate” o “bollate” dei pesci o anche soltanto increspature sulla superficie dell’acqua che segnalino la presenza di ostacoli nel letto del fiume o salti di profondità.
  • Quando effettuate una cattura provate ad insistere in quella zona in quanto potrebbe “nascondere” altri esemplari.
  • Molto spesso sono necessari recuperi molto veloci per manovrare a dovere gli artificiali in acque correnti. Alternateli anche a brevi pause ed adottando recuperi jerkati; l’irregolarità di recupero può essere l’arma vincente.
  • Zone con piante in acqua o tronchi sommersi vanno affrontati con artificiali in grado di farci pescare molto vicini all’ostacolo. Gli attacchi avvengono spesso poco dopo l’inizio della fase di recupero, quindi più si è “sull’ostacolo” maggiori sono le chance di effettuare lo strike.
  • Non dimenticatevi di tarare la frizione prima di iniziare a pescare. Fondamentale per evitare spiacevoli rotture della lenza in fase di abboccata.
  • Dovremo essere pronti ad avere diverse slamature, ed a non disperare perché, la mangiata può avvenire anche sotto i nostri piedi!
  • L'aspio predilige vivere in branchi; è per questo motivo che: in diverse occasioni potrebbe capitarci di compiere catture a ripetizione così come potremo incorrere in periodi, più o meno lunghi, trascorsi senza percepire alcun attacco.

 VIDEO DI UN ESPLOSIVO ATTACCO IN DIRETTA

visione sconsigliata ai deboli di cuore

 

 

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