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Laghetto Passoguado Quinzano d'Oglio (BS) - 25/09/2011

Domenica 25 Settembre 2011, io (Bonez), Pordo e Teo, siamo andati a fare una pescata nel, non lontano da noi, laghetto Passoguado di Quinzano d’oglio (BS). Si tratta di un laghetto dalle piccolissime dimensioni, caratterizzato da una cascata presente in uno dei quatto angoli, provocata da un piccolo fiumiciattolo che alimenta il lago; ed è proprio grazie all’acqua fresca di questo fiume che, assieme all’abbassarsi delle temperature ha permesso l’immissione delle trote anche in questo periodo, nonostante la bassa profondità del lago che raggiunge all’incirca i 2,50 metri nei punti più profondi. Noi tutti conoscevamo già benissimo questo lago, in quanto, non solo ci siamo stati diverse volte a trascorrere qualche ora di pesca, ma abbiamo inoltre partecipato a diverse gare svoltesi in questo lago dall’ottima resa. Giunti sul posto, verso le ore 7:15 del mattino, erano già presenti 5 – 6 pescatori, i quali si sono posizionati tutti nella zona della cascata, indice del fatto che, le trote, si trovavano proprio in quella zona; abbiamo così scelto di posizionarci a circa metà lago, in fianco a loro. Considerato che l’acqua di questo lago non si caratterizza di certo per la particolare limpidezza e constatato che, questa domenica, si presentava particolarmente torbida; abbiamo deciso di lasciare in disparte le canne a piombino ed abbiamo iniziato la nostra battuta di pesca utilizzando una lenza realizzata con un galleggiante da 3gr piombato con una decina di pallini. I nostri primi lanci sono stati tutti a vuoto e, per nostra sfortuna, veniva catturata solamente qualche trotella dai pescatori presenti alla nostra sinistra, che pescavano anch’essi con una lenza a galleggiante, ma proprio al di sotto della cascata, laddove per noi era impossibile lanciare a causa della loro presenza. Più tardi, però, è giunto il momento della semina e, come è solito fare in questo lago, il gestore ha liberato una buona quantità di pesce; così, dopo pochi minuti, si scorgevano bollate quasi in ogni parte del lago e le abboccate si sono subito fatte vive anche per noi. Dopo qualche trota catturata a galleggiante, considerato che si notavano moltissime bollate e di tanto in tanto si notava qualche piccolo branchetto di trote appena al di sotto della superficie, ho deciso di aprire l’altra canna che avevo portato con me sulla quale avevo montato una lenza con la maracas. Questa lenza si è rivelata ancora più adatta regalandomi una bella serie di catture in poco tempo; finché, con il passare del tempo, le trote diminuivano sempre di più e le poche rimaste si sono nuovamente rifugiate al di sotto della cascata, rendendo possibile la loro cattura solo da parte dei pescatori situati in quella zona. Mentre continuavamo la nostra pesca di ricerca è giunto sul posto il camion del pesce ed ha ripopolato di trote le vasche presenti a fianco del bar del laghetto e trascorso un altro po’ di tempo, il gestore ha effettuato un’altra semina di pesce. Questa volta è stata immessa una quantità di trote inferiore rispetto alla precedente semina, le quali, però, non hanno reagito come le precedenti, ma si sono manifestate piuttosto apatiche e svogliate ad abboccare, permettendo sia a noi che agli altri pescatori presenti di effettuare pochissime catture. Questo comportamento differente, a mio avviso, può essere stato causato in parte dall’aumento della temperatura, ma soprattutto dal fatto che: essendo appena state trasportate, si sono sicuramente trovate in vasche con un’alta quantità di ossigeno, ed una volta immesse nel nuovo ambiente non hanno avuto il  tempo necessario per ambientarsi alle nuove caratteristiche dell’acqua. Potrebbero esservi anche molti altri aspetti da considerare che avrebbero potuto influenzare l’apaticità delle trote; come ad esempio il fatto del loro digiuno o non digiuno, ecc, ma qualsiasi sia la causa, la cosa certa è che questa seconda semina, a differenza della precedente, ci ha regalato ben poche catture. Così, giunti verso le ore 10:15 abbiamo posto fine alla nostra battuta di pesca, radunando tutta la nostra attrezzatura, e recandoci al bar del laghetto Passoguado per gustarci un buon aperitivo con un buono spritz, che in questa zona, o per lo meno in questo bar, viene chiamato “Pirlone” in compagnia anche di pinuz, che si trovava anch’esso in questo lago a fare una pescata. Concludendo, possiamo dire che, la nostra battuta di pesca, che si è conclusa con una cinquantina di catture, può essere considerata una giornata mediocre e poteva risultare sicuramente più redditizia se fossimo arrivati sul posto con un po’ d’anticipo, accaparrandoci la postazione migliore nella zona della cascata. La gestione del laghetto è stata ottima, effettuando come sempre, una giusta semina, adeguata alla quantità di pescatori presenti; il mio consiglio, se decidete di recarvi in questo lago in questo periodo è quindi quello di recarvi sul luogo in anticipo rispetto all’orario di apertura, in modo da garantirvi il posizionamento nella zona della cascata che alimenta il lago in modo da garantirvi una continuità di catture.

by Bonez

 


Tipicamente un pesce solitario, territoriale ed aggressivo, staziona spesso al riparo tra la vegetazione scrutando l’ambiente circostante in attesa della sua preda. Ha un comportamento di caccia molto tipico; è in grado di rimanere fermo nell’acqua muovendo i raggi finali delle pinne dorsali e le pinne pettorali. Il luccio ha l’abitudine di sferrare il suo attacco aggredendo la preda lateralmente. Una volta stretta nella morsa della sua bocca, grazie ai suoi oltre 600 affilatissimi denti, rivolti all’indietro, la immobilizza per poi “girarla” ed inghiottirla. Si alimenta di altri pesci, rane, topi ed è anche affetto da

Per chi non lo conoscesse: "Gorreto" è un piccolo Comune della provincia di Genova in Liguria, al confine tra il Piemonte (provincia di Alessandria) e l'Emilia-Romagna con la provincia di Piacenza: questo "paesino" è ubicato alla confluenza del torrente Dorbera e del fiume Trebbia che, nell'alta valle ligure, si presenta con correnti, buche e bellissime lame d'acqua e nel quale è possibile esercitare tutte le tecniche di pesca, nelle "acque libere" e nelle "riserve di pesca" gestite con cura dall'Associazione Pescatori Val Trebbia. Così, venerdì 13 Giugno 2014, io (Bonez) assieme a 2 amici (Teo e Bonfi)

  Il luccio: predatore per eccellenza di acqua dolce. Caratterizzato da una bocca particolarmente pronunciata con un “becco” a papera dotato di denti estremamente affilati. Ama sostare al riparo attorno a qualsiasi tipo di vegetazione acquatica in attesa della sua preda nei confronti della quale tende agguati rapidi e violenti. Si nutre di altri pesci, a volte anche di dimensioni simili a se stesso. Può raggiungere delle taglie da capogiro ed innescare duelli molto avvincenti nonché attaccare l’esca con incredibile forza e, non sono rari, anche salti fuori dal pelo dell’acqua. La tecnica di pesca

Ancora una volta: Daiwa, una delle aziende leader nel commercio di attrezzatura ed accessori per la pesca in generale o meglio, più nello specifico: "Daiwa Italy", grazie all'esperienza ed alla collaborazione del grande "Maestro" Fausto Buccella ha dato vita ad una nuovissima serie di canne per la trota lago destinata ad un'ampia clientela di agonisti ma non solo. Questa nuova serie di ben 19 canne che prende il nome di: "Theory Super Slim" o più brevemente: "Theory" è stata infatti studiata e commercializzata per colmare il divario qualitativo ed economico presente tra due importanti serie

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