ABC Trota Lago

Trothe end

ABC Trota Lago - Rivista: "Pianeta Pesca" (Giugno 2016)

Primavera finita, e le trote?

Con la fine della primavera, astronomicamente fissata per il 21 Giugno, nella maggior parte dei piccoli laghetti di pianura, terminano anche le immissioni di trote poiché le alte temperature, essendo causa di un inevitabile surriscaldamento dell’acqua, non consentirebbero alle trote di sopravvivere. Alla temperatura dell’acqua è inoltre legata la quantità di ossigeno presente in essa: più la temperatura è fredda, maggiore sarà la quantità di ossigeno contenuta nell’acqua stessa; mentre con l’aumento della temperatura diminuirà la quantità di ossigeno all’interno dell’acqua. In presenza quindi di temperature elevate, come quelle estive, potremo continuare a praticare la pesca della trota in lago soltanto in piccoli laghi caratterizzati da un continuo ricambio d’acqua fresca ed ossigenata; oppure in laghi grandi e profondi (oltre i 15 metri) laddove la temperatura dell’acqua, non superando i 22°C, consentirà alle trote di sopravvivere. In laghi piccoli, poco profondi ed alimentati da una continua sorgente d’acqua, le trote tenderanno a concentrarsi nelle zone in cui l’acqua sarà più fresca; come ad esempio in zone d’ombra e molto probabilmente stazioneranno in superficie. In situazioni come queste ricorreremo quindi all’impiego di lenze a piombino, catenella o vetrino recuperate, con la solita tecnica della tremarella, piuttosto velocemente alla profondità a cui stazioneranno le trote stesse. Nei laghi medio/grandi e molto profondi, le trote, tenderanno invece a portarsi in profondità, alla ricerca di temperatura e quindi ossigenazione dell’acqua per loro “ideali”. Spesso, tale condizione ideale di sopravvivenza si trova a ridosso del fondo ed in prossimità di risorgive d’acqua a noi impercettibili, ma non sempre è così. In cave molto profonde, anche oltre i 20 - 30 metri, le trote, molto difficilmente si troveranno “attaccate” al fondo; bensì esse stazioneranno, molto più probabilmente, a profondità indicative di circa 15 metri e si concentreranno in zone del lago che presentano caratteristiche a loro più favorevoli.

Prepariamoci all’estate

Sia che le trote stazionino a ridosso del fondo, sia che si trovino in profondità ma “staccate” dal fondale stesso, in laghi di grandi dimensioni praticheremo, durante i mesi più caldi, una pesca a bombarda comunemente chiamata: “Pesca estiva”. A differenza della pesca a bombarda praticata durante le stagioni più fredde, di cui abbiamo già discusso negli articoli precedenti, la pesca con la bombarda in profondità richiede maggior esperienza, concentrazione e dimestichezza sia con la propria attrezzatura che con la bombarda stessa. Durante il recupero di zavorre importanti, a profondità non indifferenti, anche la nostra attrezzatura verrà sottoposta ad uno sforzo maggiore rispetto a quanto non accadrebbe durante un recupero effettuato in superficie e soprattutto con un pesce in canna. Proprio per questo è importante scegliere una canna ed in particolare un mulinello di qualità e dotato di potenza necessaria per ottenere un recupero fluido, senza impuntamenti  ed un’affidabilità duratura nel tempo. Le caratteristiche da ricercare quindi in un mulinello adatto per una pesca estiva a bombarda sono: bobina di ampio diametro la quale consente una migliore distribuzione delle spire e fuoriuscita delle stesse a vantaggio di maggiore distanza e precisione di lancio. Corpo rigido e rapporto di recupero lento (4.6 – 5.0) a vantaggio di potenza e fluidità di recupero; manovella monoblocco nonché meccanica caratterizzata da precisione e qualità per ottenere il massimo delle prestazioni e durata nel tempo. Mentre per un mulinello da tremarella potete, a mio avviso, evitare di investire cifre considerevoli; per l’acquisto di un mulinello da utilizzare per una pesca estiva in profondità vi invito quindi a fare un piccolo sforzo aumentando il vostro budget a vantaggio di affidabilità e longevità. Proprio come avviene per il mulinello, in simili condizioni, anche la canna sarà sottoposta ad uno “sforzo” maggiore non soltanto nella fase di lancio ma anche durante il recupero del pesce che inizierà partendo da profondità non indifferenti. Una canna adatta quindi ad una pesca estiva a bombarda avrà una lunghezza media compresa tra 4.20mt e 5mt, un’azione progressiva e tendenzialmente di punta, con una “schiena” potente in grado di contrastare al meglio le fughe del pesce durante il recupero. Perché un’azione di punta e non spiccatamente parabolica? Nella tremarella così come nella pesca in generale, al di la dell’aspetto tecnico, scegliere una canna ad azione di punta, piuttosto che una parabolica, è spesso una questione di gusti personali. In parte vale anche per una pesca estiva a bombarda ma quali sono i vantaggi offerti, in questo caso, da un’azione di punta? Una maggior rigidezza dei primi ¾ di canna, uniti ad un perfetto allineamento degli anelli guidafilo e ad un montaggio in spina giovano, senza dubbio, a vantaggio di  distanza e soprattutto precisione di lancio. Va inoltre considerata l’azione di recupero che, in questo caso, non avverrà con la tecnica della tremarella, ma si dovrà effettuare un recupero lineare, di mulinello, ed a velocità piuttosto costante per far si che la bombarda e di conseguenza l’esca rimangano alla profondità desiderata. Dovendo quindi recuperare, in modo lineare, zavorre pesanti, in profondità, sarà importante che la canna possieda una vetta robusta e reattiva in modo che non si fletta troppo durante il recupero ma che risulti allo stesso tempo sensibile al fine di percepire al meglio anche le più timide tocche.

Bombarde estive

Strisciare a lunga distanza ed a profondità non indifferenti, richiede però non soltanto la giusta canna ed l’adeguato mulinello ma è altrettanto importante, se non di più, scegliere la giusta bombarda. Per far si che la nostra esca non risalga troppo in superficie, durante il recupero, è necessario ricorrere dunque all’impiego di bombarde “affondanti”; ossia bombarde dal “G” elevato ed aventi per lo più il peso concentrato in punta. Se utilizzassimo ad esempio una bombarda G3 - G4, dopo parecchi secondi dal suo impatto in acqua, riusciremmo comunque a raggiungere profondità di circa 15 metri ma, non appena inizieremmo l’azione di recupero, pur lenta essa sia, la bombarda e di conseguenza la nostra esca risalirebbero in superficie “sfuggendo” dalla zona in cui stazionano le trote. Ecco perché, in estate, è importante scegliere una bombarda affondante per la realizzazione della nostra lenza che, per tutto il resto avrà le medesime caratteristiche di una “tipica” lenza a bombarda. Si procederà quindi infilando, la bombarda sulla lenza madre, iniziando dalla parte dell’astina, per infilare poi un paracolpi, costituito da una perlina in gomma o una molla conica, allo scopo di salvaguardare il nodo che effettueremo per legare l’indispensabile girella tripla al cui capo opposto annoderemo il terminale, costituito da uno spezzone di fluorocarbon, della lunghezza variabile da 120cm fino ad oltre 200cm, tipicamente della misura 0,16mm. Infine, ovviamente, l’amo la cui misura, tipicamente compresa tra n.4 e n.10, andrà scelta in base all’esca che si vuole utilizzare ed il tipo di innesco che si desidera effettuare. La lunghezza del terminale, così come il diametro del filo, andranno scelti in base alla situazione tenendo conto del fatto che: in presenza di trote “aggressive” si prediligeranno terminali di circa 120cm realizzate con filo dello 0,16 – 0,18. Più le trote appariranno svogliate e sospettose e più si procederà allungando lo spezzone terminale e riducendo il diametro del filo utilizzato, allo scopo di ottenere una sempre più naturale presentazione dell’esca, fino a raggiungere lunghezze prossime ai 2 metri e diametri anche dello 0,14mm. Tra le bombarde affondanti più conosciute, utilizzate e che io stesso attualmente adopero e consiglio, vi sono ad esempio tre famosissime differenti tipologie distribuite da Fassa denominate: Moretto, Affondante (chiamata anche Opaco o Banda Blu) e Bugiardino. Quest’ultima, particolarmente indicata per una pesca a ridosso del fondo oppure in presenza di trote aggressive, che prediligono un recupero veloce ed “allegro”, si caratterizza per il peso concentrato in punta il quale fa si che essa affondi molto velocemente e mantenga un assetto quasi verticale durante il recupero. Il rapido affondamento e la spiccata “aggressività” di questo “piombo” lo rendono uno dei piombi più utilizzati in presenza di trote aggressive ed in quantità ma tali caratteristiche richiedono una maggior esperienza da parte del pescatore per far si che si mantenga alla profondità desiderata durante il recupero. Durante la strisciata, sarà infatti sufficiente qualche giro di manovella effettuato troppo lentamente per far si che la bombarda scenda più in profondità di quanto si desideri. Se avete pertanto poca esperienza con la pesca “estiva” e se la profondità a cui stazionano le trote non coincide con il fondo del lago, il mio consiglio è quello di evitare, per le prime volte, bombarde come il Bugiardino prediligendo invece un Opaco o meglio ancora un Moretto. L’opaco, particolarmente indicato per una pesca “allegra” a mezz’acqua in primavera e piuttosto moderata in profondità durante l’estate, pur essendo molto simile al Bugiardino, per quanto riguarda la distribuzione del peso al suo interno, grazie alla maggiore quantità di balsa presente nel corpo, assume in acqua un assetto più “morbido” che consente di adoperare un recupero più “dolce” per far si che l’esca si mantenga a profondità costante. Il Moretto che si caratterizza invece per la distribuzione dell’ottone su quasi tutta la lunghezza del corpo, assume in acqua, durante il recupero, un assetto quasi orizzontale che unito al suo più lento affondamento lo rende ideale per un recupero molto lento in profondità e moderato a mezz’acqua anche in presenza di trote più “lente” e diffidenti. Proprio per questa sua particolare “dolcezza”, il Moretto rappresenta, a mio avviso, la bombarda maggiormente indicata per chi si avvicina alla pesca estiva in profondità oltre che spesso la più adatta nei periodi di transizione tra la stagione primaverile e quella estiva.

Recupero e corsia di navigazione

Come accennato in precedenza ed indipendentemente dal tipo di bombarda scelta, il recupero di una lenza a bombarda in profondità, non avrà più le caratteristiche della tremarella ma dovrà avvenire in modo lineare: canna bassa e “ferma” unito ad un recupero tendenzialmente lento e costante di mulinello. La lunga distanza e la profondità di pesca non indifferente non consentirebbero alle vibrazioni, impresse da un’eventuale tremarella, di raggiungere l’esca rendendo vano qualsiasi nostro “sforzo”. Nel praticare la pesca estiva è invece estremamente importante effettuare un recupero che sia in grado di mantenere la bombarda e di conseguenza l’esca, all’interno della: “corsia di navigazione”; ossia l’ipotetica fascia d’acqua in cui stazionano le trote. Effettuando un recupero troppo lento la bombarda scenderà al disotto della corsia di navigazione; al contrario, recuperando troppo velocemente, la nostra bombarda e di conseguenza l’esca, si porteranno al di sopra della corsia stessa. In entrambe i casi, staremo effettuando un recupero: “fuori corsia”: ossia ad una profondità differente rispetto a quella a cui stazionano le trote e di conseguenza non avvertiremo abboccate. Ma come possiamo capire se stiamo recuperando in corsia o fuori corsia? Non esiste purtroppo un metodo per poter constatare se la nostra esca si trova all’interno della corsia; servirebbe una telecamera sommersa in grado di monitorare in diretta la navigazione della nostra bombarda. Per farlo, dovremo quindi affidarci alla nostra esperienza e mantenere sempre molta concentrazione durante l’azione di pesca; sarà inoltre importante riuscire ad instaurare il giusto feeling con la bombarda utilizzata. Soltanto grazie all’esperienza accumulata durante le varie battute di pesca, ancor meglio se in compagnia di amici più esperti, saremo in grado di capire noi stessi se, di volta in volta, staremo effettuando un recupero in corsia oppure no. Uno dei principali indici del fatto che stiamo effettuando un recupero alla giusta profondità ed in corsia è dato dalla regolarità delle abboccate. Se, lancio dopo lancio, avvertiamo tocche significa che stiamo recuperando la nostra esca correttamente ed alla giusta profondità; se avvertiamo invece abboccate molto sporadicamente, mentre chi ci sta a fianco effettua catture con regolarità, significa che dobbiamo correggere la nostra azione di pesca. Illustrato quindi il concetto e l’importanza della: “corsia di navigazione” non ci resta che capire come individuarla. Abbiamo affermato in precedenza che le trote, durante il periodo estivo, in laghi grandi e profondi, si rifugiano in profondità alla ricerca di acqua fresca ed ossigenata. La profondità esatta a cui stazionano le trote coinciderà quindi con la corsia di navigazione entro la quale dovremo recuperare la nostra lenza. Tale profondità non sarà sempre la stessa ma varierà da lago a lago, da situazione a situazione e spesso anche più volte nel corso della giornata stessa. Individuarla non è semplice ed anche in questo caso, per farlo, dovremo avvalerci della nostra esperienza: in certe occasioni, supportati a volte anche da un pizzico di fortuna, potrebbe risultare immediato; mentre in altre potrebbe essere necessario parecchio tempo e numerosi lanci e recuperi prima di trovare la corsia ideale. In tutti i casi sarà di fondamentale importanza effettuare un preciso conteggio dei secondi di affondamento della bombarda, prima di ogni recupero, in modo che, una volta avvertita la prima abboccata, ci si possa basare sul conteggio precedente per ripeterlo al lancio successivo raggiungendo così la stessa profondità di pesca. In questo modo non saremo in grado di stabilire con precisione a quanti metri di profondità staremo recuperando l’esca ma questo è il metodo migliore per far si che, dopo ogni lancio, il nostro recupero abbia inizio sempre alla stessa profondità. Tale conteggio dovrà iniziare e terminare sempre nello stesso istante; ossia: partire appena dopo che la nostra bombarda avrà impattato la superficie dell’acqua per finire nel momento esatto in cui inizieremo l’azione di recupero con il mulinello. Una volta identificata la corsia di navigazione non è detto però che essa si mantenga stabile per l’intera giornata di pesca ma capita spesso che le trote risalgano di qualche metro più verso la superficie o che scendano più in profondità, in maniera più o meno frequente, anche nell’arco di una manciata di minuti. Come possiamo renderci conto di questa variazione? Nel momento in cui recuperando la nostra lenza, alla stessa profondità alla quale stavamo effettuando catture con regolarità, non avvertiremo più alcuna tocca potremo iniziare con la ricerca della nuova fascia d’acqua all’interno della quale avranno scelto di stazionare le trote. Come? Semplicemente iniziando l’azione di recupero qualche secondo prima, rispetto al conteggio precedente, per ispezionare una fascia d’acqua più verso la superficie; inversamente recuperando la nostra lenza qualche secondo dopo per cercare invece le trote più in profondità. Un consiglio? Non effettuate variazioni drastiche ma sempre nell’ordine di circa 5 secondi per volta ed effettuate almeno due o tre lanci e recuperi ad ogni variazione. Inoltre, se state ad esempio effettuando catture con regolarità ad una profondità di 15 secondi e con il passare del tempo la temperatura atmosferica aumenta, tenete presente il fatto che, sarà successivamente più probabile trovare le trote più in profondità e quindi iniziando il recupero dopo un conteggio di 20 secondi piuttosto che dopo 10. Durante l’azione di recupero che, come abbiamo annunciato in precedenza, avverrà in modo tendenzialmente lineare, avvertiremo l’eventuale abboccata sulla vetta della canna; la quale manifesterà una piega, più o meno decisa, a seconda delle dimensioni e voracità del pesce che avrà deciso di attaccare la nostra esca. Avvertita la prima tocca rallenteremo quindi il recupero, quasi fino ad arrestarlo e, mantenendo la canna alta, attenderemo una partenza decisa per poi ferrare con forza e decisione. Un ultimo consiglio che mi sento di dare invece a coloro che già hanno maturato una discreta esperienza con la pesca estiva è quello di alternare brevi pause a recuperi più veloci di mulinello in quanto, molto spesso, sono proprio queste variazioni ad indurre le trote all’abboccata.

By Bonez

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ciao bonez
innanzitutto complimenti per l'articolo. mi sto avvicinando solo adesso alla pesca della trota e volevo chiedere una cosa. per chi non fosse ancora attrezzato bene è possibile fare una pesca a galleggiante nel periodo estivo? se si...

ciao bonez
innanzitutto complimenti per l'articolo. mi sto avvicinando solo adesso alla pesca della trota e volevo chiedere una cosa. per chi non fosse ancora attrezzato bene è possibile fare una pesca a galleggiante nel periodo estivo? se si quali sono i consigli?
grazie
simone

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yoda84
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Bonez Amministratore Autore    yoda84
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Ciao yoda, innanzitutto grazie per i complimenti; è per me solo un piacere. Durante il periodo estivo, puoi effettuare la pesca alla trota lago con il galleggiante o nei laghi alpini o in piccoli laghetti e poco profondi, che hanno la "fortuna"...

Ciao yoda, innanzitutto grazie per i complimenti; è per me solo un piacere. Durante il periodo estivo, puoi effettuare la pesca alla trota lago con il galleggiante o nei laghi alpini o in piccoli laghetti e poco profondi, che hanno la "fortuna" di avere un continuo ricambio d'acqua fresca ed ossigenata. Nelle grandi cave e profonde invece, l'unica alternativa alla bombarda è rappresentata da un "galleggiantone" chiamato: pippo o pippotto in merito al quale trovi maggiori informazioni QUI

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Bonez
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Grazie mille per il chiarimento..ciao Max

Shaba1969
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Ciao Bonez. Complimenti per l'articolo. Estremamente chiaro ed esaustivo. Volevo cmq chiederti se in fase di recupero utilizzando il bugiardino sia un errore farlo con la canna alta. E un'altra curiosità. Rispetto al bugiardino una G7 in che...

Ciao Bonez. Complimenti per l'articolo. Estremamente chiaro ed esaustivo. Volevo cmq chiederti se in fase di recupero utilizzando il bugiardino sia un errore farlo con la canna alta. E un'altra curiosità. Rispetto al bugiardino una G7 in che fascia di profondità lavora? Grazie ciao Max

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Shaba1969
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Bonez Amministratore Autore    Shaba1969
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Ciao Shaba, innanzitutto grazie per i complimenti non dovuti ma che fanno comunque, sempre, molto piacere. Non è affatto un errore effettuare il recupero, a canna alta, di una lenza fatta con un Bugiardino; se vogliamo è sconsigliabile se ci si...

Ciao Shaba, innanzitutto grazie per i complimenti non dovuti ma che fanno comunque, sempre, molto piacere. Non è affatto un errore effettuare il recupero, a canna alta, di una lenza fatta con un Bugiardino; se vogliamo è sconsigliabile se ci si trova su una riva molto alta. Il Deep Bugiardino da 10gr è ad esempio anch'esso un G7 ma si differenzia da altre bombarde G7. Bombarde più pesanti, più voluminose e con assetti più "orizzontali" salgono molto più velocemente verso la superficie, durante il recupero, e sono quindi maggiormente adatte per una pesca a mezz'acqua o comunque a profondità ridotte (3-4 metri).

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Bonez
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