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Lo scaldino

Lo scaldino

Durante la stagione invernale, le temperature calano bruscamente, ma la pesca alla trota non si abbandona mai; anzi, le trote continuano a regalarci soddisfazioni, con le loro abboccate che tendenzialmente perdono solamente un po’ di voracità e decisione. Anche nella stagione più fredda dell’anno continueremo ad insidiare le trote con le esche naturali come ad esempio: le solite camole del miele che, come noi umani, soffrono però le basse temperature. Con temperature troppo rigide infatti, le camole del miele, perdono vivacità e la loro “durezza” che solitamente garantisce resistenza durante le fasi di lancio. Se provassimo infatti a tenere alcune camole all’aperto, durante la stagione invernale, noteremo subito che, a bassissime temperature, esse sembreranno paralizzate, immobili e molto flosce e tenere al tatto. Provando inoltre ad innescarne una di esse all’amo noteremmo ulteriormente la loro debolezza e se provassimo ad effettuare un lancio, nella stragrande maggioranza dei casi, giungerebbe a destinazione solamente l’amo, privo dell’esca che “scoppiando” si staccherebbe da esso. Per ovviare a questi problemi è quindi necessario garantire alle nostre esche un ambiente più adatto alla loro sopravvivenza, ed una semplice scatola termica non è più sufficiente, per garantire alle camole di mantenersi in condizioni ottimali; si ricorre così all’utilizzo dei cosiddetti “scaldini” per innalzare la temperatura all’interno del contenitore porta esche. Esistono diversi modi e differenti mezzi per poter mantenere le nostre camole al caldo, ed ognuno, come tutte le cose, ha i suoi pregi, difetti, vantaggi e svantaggi, ed ogni pescatore, con la sua esperienza, sceglie il metodo che preferisce. C’è infatti chi, per tenere al caldo le proprie esche, utilizza il “vecchio” scaldamani a carbonella, fino a pochi decenni fa parecchio diffuso; il quale sfrutta la lenta combustione di alcune barrette solide di combustibile, tipicamente carbone.

C’è chi sceglie invece una soluzione elettrica acquistando o autocostruendosi uno scalda camole più o meno evoluto, con la presenza o meno di un termostato, in grado di regolare la temperatura interna alla scatola porta esche, ma in tutti i casi con un funzionamento a batteria ricaricabile che, sfruttando l'effetto Joule, tramite una resistenza elettrica, genera calore. Questa soluzione ha il vantaggio di non dover più preoccuparsi di acquistare nessun combustibile, ma ogni volta che si reca a pesca, bisogna comunque preoccuparsi di ricaricare la batteria per tempo e va inoltre considerato il suo peso non indifferente da dover sempre portare con se assieme al resto dell’attrezzatura.

Esiste infine la terza soluzione, forse la più comune, la più utilizzata e quella che io stesso consiglio; ossia quella di acquistare gli scaldamani monouso, che si posso trovare in qualsiasi negozio di caccia e pesca e che vengono venduti a coppie impacchettati all’interno di una confezione di cellofan sotto vuoto come ad esempio gli Hand Warmers Grabber.

Una volta estratto dal cellofan, il sacchettino scalda mani, che contiene alcuni ingredienti naturali (polvere di ferro, cellulosa, vermiculite, acqua) a contatto con l'ossigeno contenuto nell'aria si attiva e sprigiona calore grazie ad una reazione esotermica del ferro. La confezione, di ogni singolo scaldamani, é realizzata con un particolare  tessuto non nocivo per l’ambiente che è in grado di controllare la quantità di aria che permea, onde regolarne la temperatura e la durata del calore sprigionato che varia dalle 6 alle 10 ore circa. In questo caso è quindi sufficiente sistemare, una volta aperto, il sacchettino scaldamani all’interno del contenitore porta esche (possibilmente termico) assieme alle camole; per far si che esse si trovino ad una temperatura che gli garantisca di mantenersi belle “dure” e “vivaci” pronte per essere innescate e recuperate assieme alla vostra lenza alla ricerca di una bella trota affamata. Concludendo, data la mia esperienza, mi sento di consigliarvi ancora una volta l’utilizzo di quest’ultima soluzione per la sua praticità ed efficienza; senza nulla togliere agli altri due metodi descritti, ma vi ricordo ancora una volta l’importanza di mantenere le camole al caldo, anche durante le stagioni più fredde, in modo da potervi garantire un buon innesco, che è FONDAMENTALE per la pesca a striscio.

By Bonez

 


Quando ci si appresta ad effettuare una pescata in un laghetto, piccolo o grande che sia, cercando di insidiare le trote con la tecnica della pesca a striscio; uno degli aspetti da considerare è sicuramente la stagione in cui ci si trova. Le trote infatti, a seconda della stagione e quindi della temperatura dell'acqua stazionano in differenti posizioni e differenti altezze all'interno del lago nel seguente modo: AUTUNNO In Autunno, forse uno dei mesi migliori per la pesca di questo tipo, avremo le trote a pelo d'acqua. Adesso ci si può sbizzarrire con tutte quelle tecniche dette

Son certo di poter affermare che, la più grande novità Fassa 2017 è, senza dubbio, rappresentata dalla nuovissima serie di canne, da trota lago, che prende il nome di Essence. Presentate lo scorso Febbraio, in occasione del Pescare Show di Vicenza, le nuovissime Essence hanno, in questi giorni, finalmente fatto la loro comparsa nei negozi. Attualmente, la serie Essence non sostituisce nessuna delle altre serie di canne, a marchio Fassa, in commercio ma le affianca interponendosi, a livello qualitativo, tra le Entry level: “Prime” e le top di gamma: “Spirit”. Si tratta però di una

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