Lo scaldacamole elettrico

In questo articolo, dedicato soprattutto a chi ha un po’ di dimestichezza con l’elettronica, vi illustro uno dei tanti metodi; nonché quello da me utilizzato per realizzare artigianalmente un funzionale: “scaldacamole elettrico”. Non mi soffermo sulla descrizione riguardo al suo impiego, in quanto ho già pubblicato un articolo riguardo a questo tema: “lo scaldino”, ma inizio subito partendo dall’elencare i tre componenti fondamentali necessari per costruire lo scaldacamole elettrico; ossia:

La resistenza

Il termostato

La batteria 

La resistenza

Come molti di voi sicuramente sapranno, l’energia elettrica può essere trasformata in calore attraverso una “resistenza”, che nel nostro caso andremo a costruire artigianalmente cosicché potremo dare ad essa la forma che preferiamo in modo da renderla perfettamente adatta alla nostra scatola porta esche. Oltre al vantaggio di poterla personalizzare, con una forma a propria scelta, il fatto di costruire da sé una resistenza termica è vantaggioso anche per tener sotto controllo l’assorbimento in corrente del nostro circuito, dato che sarà alimentato a batteria e per contenere quindi le dimensioni, ma soprattutto il peso di quest’ultima bisogna tenere bene sotto controllo i consumi dell’intero circuito ma soprattutto della resistenza. Nel nostro caso, andremo a realizzare una resistenza che avrà un assorbimento di circa 300mA; e per costruirla partiremo da un vecchio “phon” asciugacapelli a 220v da buttare; aprendo qualsiasi asciugacapelli troverete al suo intero un filamento avvolto a spirale, simile a questo:

Nel nostro caso non dovremo utilizzare l’intero filamento, ma solo uno spezzone la cui lunghezza può variare a seconda della tipologia e modello di asciugacapelli; per trovare la giusta lunghezza è necessario un alimentatore a 12v (può andare bene anche una batteria) ed un amperometro con il quale misurare la corrente assorbita. Alimentando poi lo spezzone di filo, con collegato in serie l’amperometro procediamo a ravvicinare poco alla volta tra di loro i punti di alimentazione fino a raggiungere l’assorbimento di circa 300mA. Una volta che il nostro amperometro visualizzerà l’assorbimento di 300mA procederemo al taglio dello spezzone di filo nei due punti esatti in cui stiamo fornendo alimentazione.

Una volta ottenuto lo spezzone di filo resistivo della giusta lunghezza possiamo procedere con l’avvolgimento di esso su di una superficie sottile ed elettricamente isolante che resista ovviamente anche a temperature piuttosto elevate. Nel mio caso ho scelto di utilizzare una basetta elettronica millefori che ho tagliato a forma rettangolare della giusta misura per poter essere sistemata sul fondo della mia scatola termica portaesche e sulla quale ho poi sistemato il filo resistivo prestando attenzione a non effettuare corto circuiti durante il suo percorso:

Creato l’avvolgimento del conduttore resistivo è quindi necessario posizionare sulla resistenza stessa un sensore di temperatura, nel nostro caso utilizzeremo un termistore NTC da 4,7Kohm a 25°C; ossia un componente elettronico che varia negativamente la propria resistenza elettrica all’aumentare della temperatura, che avrà il compito di evitare di far “cuocere” le nostre camole.

Personalmente ho scelto di posizionarlo al centro della resistenza, ma la posizione può essere scelta a piacimento. Posizionato quindi il sensore si giunge alla fase finale per la preparazione della resistenza termica ossia il collegamento di 4 fili conduttori: 2 collegati ai capi della resistenza e 2 collegati al sensore ed infine l’isolamento elettrico della resistenza per evitare che essa vada in corto circuito. Per isolare il tutto io mi sono servito del kapton; ossia una pellicola poliimmide adesiva con un buon poter isolante ed un’ottima resistenza termica; nel caso in cui non riusciste a procurare il kapton, credo possa andare bene anche del nastro isolante; in ogni caso il risultato finale dovrà essere simile a questo:

 

Il termostato

Il cuore dello scalda camole elettrico; nonché la parte più difficile da realizzare e che richiede maggiori conoscenze elettroniche e dimestichezza è sicuramente il termostato. Come sicuramente già sapete con il termine termostato ci si riferisce ad un circuito elettrico on/off (chiuso/aperto) comandato da una variazione di temperatura, che nel nostro caso sarà quella della resistenza e che ha lo scopo di controllare e regolare di conseguenza la temperatura desiderata. Quando la temperatura della resistenza è al di sotto di quella desiderata ed impostata il termostato si troverà in posizione “chiuso” e permetterà alla corrente di circolare all’interno della resistenza che di conseguenza si surriscalderà. Non’appena la resistenza raggiungerà la temperatura desiderata e “settata” il termostato, attraverso la segnalazione proveniente dal sensore NTC posizionato sulla resistenza stessa commuterà in posizione “aperto” impedendo alla corrente di circolare attraverso alla resistenza e bloccando quindi il suo surriscaldamento; con il diminuire nuovamente della temperatura accadrà la cosa inversa e così via. Nel nostro caso andremo quindi a costruire un circuito elettronico: “termostato” alimentato a 12v non particolarmente sofisticato, ma che ci consentirà con una spesa minima ed un volume circuitale dalle dimensioni più che contenute di mantenere il controllo della temperatura all’interno della nostra scatola porta esche evitando di “cuocere” le nostre camole. Riporto di seguito l’immagine relativa allo schema elettrico del termostato da me realizzato:

Molto brevemente, il comparatore operazionale LM393 effettua la comparazione tra le tensioni presenti al suo ingresso sui pin 2 e 3 che saranno rispettivamente la tensione variabile a seconda della temperatura grazie alla presenza del sensore NTC e la tensione da noi impostata attraverso il trimmer da 10KOhm. A seconda che la tensione in ingresso sul pin 2 aumenti o diminuisca al variare della temperatura rispetto alla tensione di riferimento sul pin 3; esso fornirà in uscita un livello logico ALTO (positivo) oppure BASSO (negativo) che manderà in conduzione oppure no il transistor PNP BC327 che piloterà a sua volta il relè in modalità on/off permettendo così alla resistenza di riscaldarsi oppure no. Illustrato in breve il semplice funzionamento del circuito vi lascio ad una foto del circuito da me realizzato e sistemato in una piccolo contenitore plastico sul quale ho sistemato anche 2 led opzionali: uno di colore verde con la funzione di segnalare la presenza dell’alimentazione all’intero circuito ed uno di colore rosso che segnala la presenza di corrente all’interno della resistenza e quindi il fatto che in quel momento stà scaldando.

Il connettore a 9 poli che notate collegato sullo “scatolotto” serve semplicemente per dare o togliere velocemente alimentazione al circuito attraverso la batteria; potete utilizzare qualsiasi connettore bipolare; io ho scelto quello perché mi era comodo ma va benissimo qualsiasi connettore. Il passaggio successivo sarà quindi quello di collegare il termostato alla resistenza ed al sensore NTC:

Successivamente è necessario sistemare la resistenza sul fondo della scatola porta esche che nel mio caso ho fissato aiutandomi con della colla a caldo sui bordi come in foto:

Infine ho rivestito la resistenza, nonché il fondo della scatola porta esche con una pellicola adesiva in alluminio della 3M che renderà il fondo della scatola impermeabile e facile da pulire:

A questo punto lo scalda camole è praticamente ultimato; resta solo da testarne il funzionamento ed effettuare la taratura del trimmer per regolare la temperatura desiderata all’interno della scatola porta esche. Per fare ciò basta semplicemente alimentare tutto il circuito e ruotare il potenziometro tutto da una parte (quella che farà scattare il relè facendo scaldare la resistenza) ed una volta raggiunta la temperatura desiderata della resistenza ruotare poco alla volta il trimmer in senso opposto a prima finchè il relè scatterà nuovamente interrompendo il surriscaldamento della resistenza. Una volta tarato il trimmer il termostato funzionerà autonomamente mantenendo le vostre camole al caldo; evitando di farle “cuocere”, e permettendovi di effettuare un buon innesco anche durante la stagione più fredda.

 

La batteria

Il terzo ed ultimo elemento fondamentale per la realizzazione ed il funzionamento dello scalda camole elettrico è la batteria. Trattandosi di un circuito elettrico, per funzionare, è necessario che esso sia alimentato da una tensione, nel nostro caso di 12V, e trovandosi in mobilità è ovviamente necessario disporre di una batteria. Esistono oggi in commercio parecchi modelli di batterie; alcune simili tra loro, altre molto differenti sia per quanto riguarda la forma che il peso. Le più diffuse, “antiche” e classiche sono ovviamente le cosiddette batterie al piombo come questa:

Nel nostro caso, per assicurarsi una durata di almeno 6 ore è necessaria una batteria di almeno 2Ah; e scegliendo una batteria al piombo da 12V, 2Ah essa avrà un peso di circa 1 Kg, e visto che la dovremo portare in spalla, assieme al cesto portapesci, per tutta la mattinata, il suo peso non è per niente trascurabile. La tecnologia, come ben sapete, soprattutto negli ultimi anni ha effettuato, ed effettua tutt’ora continuamente, notevoli progressi ed anche nel caso delle batterie c’è stata un’evoluzione che ha permesso di ottenere batterie molto più piccole e leggere a parità di tensione e durata. E’ infatti oggi possibile trovare in commercio batterie al litio, che risultano essere molto più compatte; quindi meno voluminose, ma soprattutto molto più leggere rispetto a quelle al piombo come ad esempio questa:

Nel caso specifico si tratta di un pacco batteria al litio da 12V 2800mA che è in grado di garantirci il funzionamento del nostro scaldino per oltre 8-9 ore ed il tutto è concentrato in poco più di 150g di peso; che rispetto al chilogrammo del caso precedente risulta essere molto più comodamente trasportabile. Economicamente parlando, la differenza di prezzo tra le due batterie è di circa una decina di euro; ovviamente in più nel caso della batteria al litio, ma che da mio punto di vista vale la pena investire per una molto migliore facilità e comodità di trasporto.

Se nonostante questo articolo piuttosto dettagliato vi rimangono alcuni dubbi o per qualsiasi altra vostra domanda o curiosità non esitate a postare i vostri commenti qui sotto:

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Ciao Daniele avrei una domanda (forse) stupida:
creando una resistenza come la tua, e fissandola a contatto di una lamierina di alluminio (che userò per creare un doppiofondo nella mia gibernetta per alloggiare la batteria) riesce a scaldarla?
Pe...

Ciao Daniele avrei una domanda (forse) stupida:
creando una resistenza come la tua, e fissandola a contatto di una lamierina di alluminio (che userò per creare un doppiofondo nella mia gibernetta per alloggiare la batteria) riesce a scaldarla?
Perché praticamente non userò il calore diretto dalla resistenza ma bensì il calore trasmesso alla lamierina dalla resistenza.
Grazie mille

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Roberto88
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Ciao Bonez, avendo scelto un attacco da 9 pin da aggiungere alla scatola del termostato, hai dovuto cambiarlo anche all'attacco della batteria giusto?
Presumendo che era dotato di un attacco diverso.

Roberto88
Bonez Amministratore Autore    Roberto88
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Esattamente!

Bonez
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Salve a tutti,
io ho realizzato il circuito di Bonez (che ringrazio) e posso dire che funziona perfettamente.

Wisp
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salve, ho realizzato questo circuito un paio di volte ma purtroppo niente da fare. il rele non va in posizione chiuso e non scalda niente. bypassando il bc 327 parte il rele e tutto funziona. ho cambiato gi' il bc327 e lm393 2 volte...non so pi\...

salve, ho realizzato questo circuito un paio di volte ma purtroppo niente da fare. il rele non va in posizione chiuso e non scalda niente. bypassando il bc 327 parte il rele e tutto funziona. ho cambiato gi' il bc327 e lm393 2 volte...non so pi\ cosa pensare

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davide
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Ciao Davide anch'io ho provato un paio di volte a fare il circuito ma senza successo, quindi non posso aiutarti io alla fine ho lasciato perdere tutto.
Se riesci fammi sapere, magari ci riprovo.
Ciiao....

Tanzi
Bonez Amministratore Autore    Tanzi
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Purtroppo è impossibile effettuare una diagnostica a distanza dei circuiti elettrici ed identificare quindi la causa del malfunzionamento. L'unica cosa che vi posso dire è assicurarvi che il circuito, se effettuato e realizzato secondo i...

Purtroppo è impossibile effettuare una diagnostica a distanza dei circuiti elettrici ed identificare quindi la causa del malfunzionamento. L'unica cosa che vi posso dire è assicurarvi che il circuito, se effettuato e realizzato secondo i collegamenti indicati e con i componenti descritti funziona regolarmente. ciauuuuuuz

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Bonez
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Buonasera Sono Marco e sono un nuovo iscritto, vorrei realizzare lo scaldacamole ho una conoscenza di elettronica pari a ZERO... vorrei sapere se e' possibile avere gli schemi elettrici senza scritte almeno vedo meglio cosa c'e' scritto sopra.
Rin...

Buonasera Sono Marco e sono un nuovo iscritto, vorrei realizzare lo scaldacamole ho una conoscenza di elettronica pari a ZERO... vorrei sapere se e' possibile avere gli schemi elettrici senza scritte almeno vedo meglio cosa c'e' scritto sopra.
Ringrazio in anticipo chi mi puo' aiutare.

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Tanzi
Bonez Amministratore Autore    Tanzi
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Ciao Marco, se la tua conoscenza elettronica è pari a zero, il mio consiglio è quello di lasciar perdere o di chiedere supporto a qualche amico/conoscente che "mastichi" un pochino di elettronica. Per quanto riguarda gli schemi, purtroppo, non...

Ciao Marco, se la tua conoscenza elettronica è pari a zero, il mio consiglio è quello di lasciar perdere o di chiedere supporto a qualche amico/conoscente che "mastichi" un pochino di elettronica. Per quanto riguarda gli schemi, purtroppo, non dispongo più della versione senza link web impresso, ma se guardi con attenzione lo schema ogni componente e collegamento risulta comunque facilmente visibile. ciauuuuuuuuuuz

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Bonez
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Ti ringrazio, ho un mio amico che mi da una mano ma abbiamo visto delle discordanze tra lo schema e il circuito stampato puoi dirmi quale devo seguire? le discordanze sono sulle resistenze....
Ciao...

Tanzi
Bonez Amministratore Autore    Tanzi
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Ti assicuro che non ci sono discordanze; probabilmente fai solo confusione nell'interpretazione per il fatto che alcuni riferimenti (nella foto del master) sono posizionati in posizioni "ambigue" che possono essere mal interpretate. ciauuuuuuz

Bonez
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Ok. Grazie.

Tanzi
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Ciao Bonez, sei un grande. Era l'integrato LM393N andato; l'ho sostituito insieme al transistor BC327 e tutto come per magia ha funzionato. Adesso devo fare la taratura di mattina presto e chiuderlo nella scatolina per progetti... GRAZIE ancora...

Ciao Bonez, sei un grande. Era l'integrato LM393N andato; l'ho sostituito insieme al transistor BC327 e tutto come per magia ha funzionato. Adesso devo fare la taratura di mattina presto e chiuderlo nella scatolina per progetti... GRAZIE ancora per tutto e in bocca al lupo per il futuro!

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effesse72
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Io l'ho realizzato in due diversi modi con gli stessi componenti, ma non mi funziona! Forse perché al posto del filo del phon ho utilizzato 22 resistenze da 120 ohm 1/2 watt in parallelo?!? BUONA PASQUA !!!

effesse72
Bonez Amministratore Autore    effesse72
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Ciao effesse72; per poterti aiutare nel risolvere il tuo problema servirebbe effettuare una verifica di persona al circuito realizzato. Detto questo, se non erro, il parallelo di 22 resistenze da 120 ohm da come risultato un carico di 5,5 ohm circa...

Ciao effesse72; per poterti aiutare nel risolvere il tuo problema servirebbe effettuare una verifica di persona al circuito realizzato. Detto questo, se non erro, il parallelo di 22 resistenze da 120 ohm da come risultato un carico di 5,5 ohm circa il quale è senza dubbio troppo basso. Il valore resistivo totale deve essere all'incirca 10 volte tanto: 55 ohm circa.
Ciauuuuuz

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Bonez
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Grazie per le risposte, ho lasciato due rami in serie composti da 6 resistenze in parallelo (sempre 120 ohm 1/2 watt) ed ho ottenuto 40 ohm totali, ma il circuito non funziona ancora. La NTC che uso è da 4,7k 25° ohm e le altre resistenze sono...

Grazie per le risposte, ho lasciato due rami in serie composti da 6 resistenze in parallelo (sempre 120 ohm 1/2 watt) ed ho ottenuto 40 ohm totali, ma il circuito non funziona ancora. La NTC che uso è da 4,7k 25° ohm e le altre resistenze sono tutte come da tuo schema. I collegamenti li ho rifatti tutti per almeno 2 volte (ho fatto due versioni diverse di PCB cucito a mano) ma il relè non stacca mai girando il trimmer da 10k ohm. Un'altra cosa strana è che l'LM393N si scalda tantissimo anche dopo aver collegato la batteria per pochi secondi!

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effesse72
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scusami NTC da 4,7k ohm a 25°

effesse72
Bonez Amministratore Autore    effesse72
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Ti assicuro che lo schema, i collegamenti ed il circuito stampato sono testati e funzionanti al 100%; se il circuito non funziona ed a maggior ragione se l'operazionale LM393 scalda significa che uno o più collegamenti sono stati effettuati in...

Ti assicuro che lo schema, i collegamenti ed il circuito stampato sono testati e funzionanti al 100%; se il circuito non funziona ed a maggior ragione se l'operazionale LM393 scalda significa che uno o più collegamenti sono stati effettuati in modo errato o dando luogo ad un corto circuito. Ciauuuuuuuuuz

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Bonez
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Grazie, domani torno al negozio e prendo un po' di LM393N, di LM358N che dovrebbe essere compatibile, di transistor PNP e NPN di resistenze di vario valore e riprovo a fare tutto per l'ultima volta. Però non mi hai detto se i 40 ohm che ho adesso...

Grazie, domani torno al negozio e prendo un po' di LM393N, di LM358N che dovrebbe essere compatibile, di transistor PNP e NPN di resistenze di vario valore e riprovo a fare tutto per l'ultima volta. Però non mi hai detto se i 40 ohm che ho adesso sulla resistenza termica potrebbero andare bene oppure se potrebbero essere stati i 5,5 ohm della configurazione precedente ad avermi fatto bruciare LM393N e BC327 visto che la Termica ed il pin 8 sono in parallelo quando il relè aggancia, cioè subito!?! GRAZIE e buona notte.

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effesse72
Bonez Amministratore Autore    effesse72
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40 ohm di carico resistivo direi che possono andare bene, dato che generano un assorbimento di 300mA, ma sicuramente non è stato il precedente "carico" troppo elevato a causare l'eventuale rottura dell'operazionale, ma sicuramente un errato...

40 ohm di carico resistivo direi che possono andare bene, dato che generano un assorbimento di 300mA, ma sicuramente non è stato il precedente "carico" troppo elevato a causare l'eventuale rottura dell'operazionale, ma sicuramente un errato collegamento o corto circuito altrove. ciauuuuuuz

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Bonez
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Grazie, potrei aver montato il BC327 al contrario? La prima volta l'avevo fatto molto simile al tuo PCB, dimmi se riesci a capire qualcosa da queste due foto, grazie ancora, saluti.
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=550964714925647&;set=p...

Grazie, potrei aver montato il BC327 al contrario? La prima volta l'avevo fatto molto simile al tuo PCB, dimmi se riesci a capire qualcosa da queste due foto, grazie ancora, saluti.
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=550964714925647&;set=p.550964714925647&;type=1&relevant_count=1
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=550964904925628&;set=p.550964904925628&;type=1&relevant_count=1

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effesse72
Bonez Amministratore Autore    effesse72
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il fatto di aver montato l'integrato al contrario potrebbe essere... Ti scrivo in privato e vediamo di risolvere...
ciauuuuuuz

Bonez
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Ho risolto, grazie ancora infinite. Era l'LM393N fottuto, adesso lo devo completare e tarare per le temperature della mattina presto Spero di incontrarti ancora su qualche altra pagina web e magari anche nella vita reale, sei un grande. GRAZIE!

effesse72
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ciao...volevo chiederti l'utilità della resistenza r6 da 3M e r7 da 4,7K..<br />grazie.

filippo92
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Si avevo sto le lettere messe sopra nn avevo visto i valori si scusami se nn avevo capito bene :-)

Gerry
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Ciao bonez guardando tutti i collegamenti tra circuito elettrico e quello stampato sta uno sbaglio tra r4 ed r5 o mi sbaglio io ?

Gerry
Bonez Amministratore Autore    Gerry
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Ti posso assicurare che i collegamenti sono corretti e sviluppando il circuito, come indicato, tutto funziona correttamente. Non so quale sia il tuo dubbio riguardo i collegamenti, ma probabilmente deriva dal fatto di una errata identificazione...

Ti posso assicurare che i collegamenti sono corretti e sviluppando il circuito, come indicato, tutto funziona correttamente. Non so quale sia il tuo dubbio riguardo i collegamenti, ma probabilmente deriva dal fatto di una errata identificazione dei componenti R4 ed R5. Per intenderci, sul circuito stampato, partendo dal basso incontriamo: diodo, poi R5 ed infine R4.<br />ciauuuuuz

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Bonez
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